Amelia Dyer guadagnava denaro accogliendo bambini nella Gran Bretagna vittoriana. Arrestata nel 1896 dopo il ritrovamento di corpi nel Tamigi, fu condannata per l’omicidio di Doris Marmon e impiccata.
Amelia Elizabeth Dyer fu una delle più famigerate baby farmers dell’Inghilterra vittoriana. Dietro la promessa di occuparsi dei figli di donne che non potevano mantenerli, riceveva denaro e prendeva con sé i bambini. Il numero reale delle sue vittime non è mai stato stabilito: la polizia trovò sette corpi e raccolse elementi riconducibili ad almeno dodici omicidi, mentre le stime di centinaia di vittime sono ipotesi successive, non dati giudiziariamente provati.

Amelia Dyer: il “baby farming” e il pacco ritrovato nel Tamigi
Nell’Ottocento le madri non sposate vivevano spesso in condizioni estremamente difficili. Il cosiddetto baby farming permetteva di affidare un neonato a un’altra persona, generalmente dietro pagamento. Il sistema era scarsamente controllato e poteva prestarsi a gravissimi abusi.
Dyer pubblicava annunci offrendo di adottare o accudire bambini in cambio di una somma anticipata, presentandosi come una donna rispettabile capace di garantire loro una buona casa.
Secondo la ricostruzione della polizia, invece, uccise numerosi bambini poco dopo averli ricevuti. In diversi casi utilizzò un nastro bianco per strangolarli, quindi avvolse i corpi e li abbandonò nei corsi d’acqua.
La svolta arrivò il 30 marzo 1896, quando nel Tamigi, a Reading, venne recuperato un pacco contenente il corpo della piccola Helena Fry. Il detective Anderson riuscì a decifrare sul materiale d’imballaggio un nome e un indirizzo riconducibili a Dyer.
La sua abitazione fu sorvegliata e gli investigatori organizzarono un incontro utilizzando una donna come esca. Dyer venne quindi arrestata.
Il processo, l’impiccagione e il vero numero delle vittime
Durante le successive ricerche nel Tamigi furono recuperati altri sei corpi di bambini. Tra quelli identificati figuravano Doris Marmon e Harry Simmons.
La documentazione trovata nelle abitazioni di Dyer — lettere di madri, vestiti e materiale relativo agli affidamenti — convinse gli investigatori che le vittime potessero essere molte di più.
Nel maggio 1896 Dyer venne processata all’Old Bailey utilizzando come capo d’accusa principale l’omicidio di Doris Marmon. La difesa sostenne l’infermità mentale, ma la giuria la ritenne responsabile e la dichiarò colpevole in pochi minuti.
Il 10 giugno 1896, Amelia Dyer venne impiccata nella prigione di Newgate.
Attribuirle con certezza “300” o “400” vittime è però scorretto: persino la Thames Valley Police distingue tra i delitti documentati e le stime molto più elevate formulate successivamente. Il caso contribuì comunque ad accrescere l’attenzione pubblica sulle lacune della tutela dei bambini e sul sistema del baby farming.